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1 luglio – 31 ottobre 2026

La mostra presenta fotografie del fotografo americano Norman Gershman che ritraggono albanesi musulmani che salvarono ebrei durante l’Olocausto.

Durante l’occupazione tedesca dell’Albania nella Seconda Guerra Mondiale, quasi tutti gli ebrei presenti entro i confini del paese sia ebrei albanesi sia rifugiati provenienti da altri paesi europei furono salvati. Molte famiglie albanesi nascosero ebrei nelle proprie case o li aiutarono a ottenere documenti falsi, rifiutandosi di ottemperare agli ordini nazisti di consegnarli. Questa straordinaria solidarietà affondava le radici nella Besa, un tradizionale codice d’onore albanese che significa “mantenere una promessa.” Secondo questo principio, proteggere la vita di un ospite o di chi si trova in pericolo è un dovere sacro. Per molti albanesi, aiutare gli ebrei era quindi non solo un atto di coraggio, ma una questione d’onore.

Attraverso ritratti e storie personali, la mostra mette in luce questa straordinaria storia di coraggio morale e solidarietà interreligiosa. Invita inoltre a riflettere sull’importanza della tolleranza, della responsabilità e della protezione reciproca nel mondo di oggi.

Informazioni: +39 334 300 0933 / info@museomemoriaeaccoglienza.com

Inaugurazione della mostra BESA con le fotografie di Norman Gershman, alla presenza di Noa Duizend, ebrea, e Selma Boulmalf, musulmana, che hanno svolto un lavoro pioneristico con i giovani nei Paesi Bassi nell’ambito del dialogo ebraico-musulmano dopo il 7 ottobre.

La serata includerà una breve conversazione sui temi della solidarietà, del dialogo interreligioso e della rilevanza di queste storie oggi.

Nel corso della serata sarà presentato anche un breve duetto del coreografo Feri de Geus, interpretato da Fjolla Ibrahimi, danzatrice contemporanea italiana di origini albanesi, e da Liah Frank, danzatrice con sede ad Amsterdam e di origine ebraica.

Durante l’inaugurazione e per tutta la durata della mostra verrà proiettato il documentario sulla realizzazione della mostra Besa.

2 LUGLIO 2026 | Ore 19.00 – INCONTRO CULTURALE INTERATTIVO SU DIALOGO E POLARIZZAZIONE | WORKSHOP*:

Durante questo laboratorio, Selma e Noa condividono la loro storia e raccontano come siano passate dall’essere estranee al diventare amiche. Spiegano come abbiano costruito un rapporto di fiducia che ha permesso loro di affrontare le proprie differenze e quali condizioni rendano possibile questo dialogo. Il laboratorio include anche una parte interattiva, durante la quale vengono analizzate alcune affermazioni e presentati gli elementi fondamentali di un buon dialogo. Selma e Noa accompagnano i partecipanti alla scoperta delle differenze tra dibattito, discussione e dialogo, condividendo gli insegnamenti maturati attraverso anni di confronto. Al termine del laboratorio, i partecipanti avranno a disposizione strumenti concreti per affrontare conversazioni difficili e delicate nella vita quotidiana e professionale, contribuendo a diffondere nella società gli insegnamenti di Deel de Duif. Questo workshop è rivolto sia a chi parla inglese che a chi parla Italiano.

* Registrati qui: https://forms.gle/nKrCKg1sa346Fc7X6

Selma Boulmalf e Noa Duizend:
Un’ebrea e una musulmana che non si conoscevano prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente iniziata il 7 ottobre 2023. “Come stai vivendo questo periodo?”, chiese Noa, una giovane ebrea, a una ragazza musulmana della sua età mai incontrata prima. “Mi sento osservata, triste e meno al sicuro.” Noa si riconobbe subito in quelle parole. In Selma trovò comprensione reciproca e una sensibilità condivisa. Da quell’incontro nacque una collaborazione che si trasformò presto in una vera amicizia. Selma Boulmalf, 27 anni, ha studiato Peace, Trauma and Religion. Ha lavorato per diversi anni presso la Vrije Universiteit, coordina un programma formativo interreligioso e collabora con l’organizzazione umanitaria OxfamNovib. Noa Duizend, 26 anni, ha studiato Psicologia. È fotografa, partecipa a diversi progetti interreligiosi ed è membro del Comitato Olandese Auschwitz. Nei Paesi Bassi, islamofobia e antisemitismo sono aumentati rapidamente dopo gli eventi in Israele e Palestina.

La polarizzazione sociale si è intensificata e le persone hanno iniziato a contrapporsi sempre più apertamente, anche online. Per questo Selma e Noa, insieme a Boaz e Oumaima, decisero di reagire e dimostrare che un’alternativa era possibile. Nacque così la campagna online “Deel de Duif”, accompagnata da una dichiarazione congiunta e dall’organizzazione di dialoghi tra giovani israeliani, palestinesi, musulmani ed ebrei di Amsterdam. L’iniziativa voleva dimostrare che il dialogo può esistere anche in presenza di profonde divergenze. Anzi, proprio nei momenti più difficili diventa essenziale affrontare le conversazioni che sembrano impossibili. In poco tempo, i quattro giovani parteciparono a programmi televisivi e interviste, iniziando anche a tenere lezioni e workshop in scuole e istituzioni pubbliche. Nel frattempo, Noa ha lasciato Deel de Duif per seguire il proprio percorso personale, ma il legame con Selma è rimasto forte. Negli ultimi due anni e mezzo hanno condiviso esperienze profonde, costruendo un’amicizia autentica. Per loro è del tutto naturale essere amiche di qualcuno che può apparire diverso. Insieme celebrano lo Shabbat, partecipano all’iftar, festeggiano i compleanni reciproci e viaggiano insieme. E non evitano le conversazioni difficili o vulnerabili, né con gli altri né tra di loro. Dopo aver partecipato a centinaia di dialoghi, Noa e Selma oggi condividono le proprie esperienze e offrono strumenti per affrontare conversazioni complesse. Perché chi smette di essere curioso rinuncia anche alla possibilità di imparare.

Incontro, Performance e Presentazione del Libro

15 luglio alle 20:30 presso il Chiostro dei Carmelitani, Nardò

Il celebre danzatore e autore di origine siriano-palestinese Ahmad Joudeh, oggi residente ad Amsterdam, sarà presente per presentare il suo libro. Durante la serata eseguirà un breve assolo e parlerà della sua esperienza di persona apolide per gran parte della sua vita, fino all’ottenimento della cittadinanza olandese alcuni anni fa. Presenterà inoltre il suo libro Danza o Muori, pubblicato sia in inglese sia in italiano.

Ahmad, oltre a esibirsi a livello internazionale (anche insieme a Roberto Bolle, autore della prefazione del suo libro), è stato portavoce di SOS Children’s Villages e ha partecipato più volte al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. La sua danza è una fusione tra danza araba e balletto classico, uno stile che ha sviluppato creando un ponte tra arte e cultura araba e occidentale.

La storia di Ahmad ha un legame con la città di Nardò nel senso che, così come i rifugiati dopo la Seconda guerra mondiale furono accolti calorosamente a Nardò, anche Ahmad, dopo aver subito persecuzioni nel suo paese d’origine, è stato accolto nei Paesi Bassi. Ahmad, sia attraverso la sua danza sia come ambasciatore di cause umanitarie, è stato fonte di ispirazione per molte persone in tutto il mondo. Il libro sarà in vendita durante l’evento presso lo stand della Libreria Fiore.

A SCUOLA SUL MARE !!! 

Sono aperte le iscrizioni per le attività estive proposte da Acquario del Salento e Museo della Memoria e dell’ Accoglienza a Santa Maria al Bagno.

Da martedì 16 giugno a venerdì 24 luglio, ogni martedì e venerdì dalle 9 alle 13, per un totale di 12 appuntamenti rivolti a bambini fra i 6 e gli 11 anni.

In programma laboratori didattici e giochi interattivi su ambiente, storia, disegno, lingue e brevi escursioni esterne. 

Le attività sono tenute dagli operatori dei due Musei.

Ogni incontro è aperto ad un massimo di 20 partecipanti. 

Informazioni: +39 334 300 0933 / info@museomemoriaeaccoglienza.com

1° MAGGIO 2026 – Il lavoro nei campi di accoglienza

Santa Maria al Bagno 1945 – 1947

In occasione della Festa dei Lavoratori, il 1 Maggio il Museo della Memoria e dell’Accoglienza propone una visita guidata dedicata al tema del lavoro all’interno del Campo n. 34, con un approfondimento sulle attività quotidiane dei profughi e sull’organizzazione della vita nel campo.

Nel corso della visita, attraverso immagini d’epoca, verranno ricostruite le diverse forme di lavoro che coinvolgevano gli ospiti del campo: dalle mansioni necessarie alla gestione interna fino alle attività legate al territorio e al rapporto con la popolazione locale.

Orario di apertura 10.00 – 20.00

Visite guidate: 10.30 – 11.30 – 12.30

25 APRILE 2026 – La liberazione e l’accoglienza nel Salento.

Le visite guidate proposte in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, si soffermano sul contesto storico in Puglia e ripercorrono gli eventi precedenti e successivi la Liberazione del 1945.

Attraverso la visione di documenti provenienti da archivi pubblici, testimonianze scritte e immagini si andrà a ricostruire la storia del Campo N.34 che ospitò i rifugiati della Seconda Guerra Mondiale e in che modo venne accolta la notizia della liberazione, sia dagli ospiti del campo sia dalla popolazione locale.
La visita si sofferma inoltre sulle vicende degli Internati Militari Italiani (IMI), anch’essi liberati dalla prigionia nel 1945 e di cui sarà proiettato un video.

Ingresso con visita libera: gratuito.
Orari di apertura: 10.00 – 15:00

Ingresso con visita guidata: € 6,00 – Gratis bambini.
Orari visite guidate: 10.30, 11.30, 12.30

Info: +39 334 300 0933

Il Museo della Memoria e dell’Accoglienza dal 1 febbraio 2026 ospita una mostra di disegni realizzati da bambini uniti per la pace.

Shaping a Hopeful Future è una mostra di disegni realizzati da bambini israeliani e palestinesi che amplifica le voci dei bambini di Israele e Gaza, offrendo una piattaforma significativa per i loro sogni e le loro visioni di un futuro di pace attraverso disegni e brevi testi.

Il progetto è stato avviato da Vered Rad, professoressa presso l’Università di Leiden nei Paesi Bassi, in collaborazione con Hadeel Abu Johar, insegnante d’arte della Hagar School in Israele, e con Marwa, educatrice attiva a Gaza.

Riunendo le voci dei bambini oltre i confini, la mostra ci ricorda che anche nel mezzo del conflitto è ancora possibile intraprendere un percorso di dialogo, comprensione e guarigione.

La mostra approda a Santa Maria al Bagno su iniziativa di Gary Feingold, membro del team di gestione del Museo, ed è sostenuta dalla Arts & Dialogue Foundation, di cui è direttore.

da domenica 1 Febbraio a martedì 31 marzo 2026 | Ore 10.30

Museo della Memoria e dell’Accoglienza – Lungomare Alfonso Lamarmora, Santa Maria al Bagno, Nardò (LE). Ingresso libero | Età consigliata per i bambini: dai 1 anni in su Info. Info: +39 334 300 0933

DONNE AL MUSEO | 8 marzo 2026 – Ore 10.30

Visita guidata di Santa Maria al Bagno e del Museo della Memoria e dell’Accoglienza.

Un frizzante aperitivo vista mare per concludere🍷🍾.

La visita guidata si snoda fra la costa e le stradine del piccolo centro che culmina con la piazza principale caratterizzata da palazzotti e ville fronte mare realizzati fra ‘800 e ‘900. Da meta turistica, a cavallo fra il 1943 e il 1947, Santa Maria diventa temporaneo rifugio per migliaia di profughi in transito verso altre destinazioni. Gli Alleati istituirono un vero e proprio campo di accoglienza diffuso, requisendo temporaneamente le abitazioni per adibirle a mensa, scuole, alloggi….

Lungo il percorso si potrà anche vedere la sede originaria dei murales realizzati da Zvi Miller e attualmente custoditi all’interno del Museo, ultima tappa del tour.

Info WhatsApp: +39 334 300 0933 / Prenotazioni e Biglietti al link #festadelladonna / #tourguidati

Giovedì 26 febbraio 2026 Ore 18.00 “TEENAGE WITNESS, The Fanya Heller Story

Proiezione del documentario dedicato alla storia di Fanya Heller, sopravvissuta alla Shoah.

Programma:

Ore 18.00 Saluti del Consigliere delegato ai Musei alla Cultura del Comune di Nardò Francesco Plantera

A seguire Proiezione del documentario “Teenage Witness, The Fanya Heller Story”

Ore 19.30 Collegamento da Los Angeles con figlia Jackie in dialogo con Gary Feingold

INGRESSO LIBERO

INFOinfo@museomemoriaeaccoglienza.com

Domenica 22 febbraio alle ore 18.30 presentazione del libro:

NOME IN CODICE KARSKI. Un giusto tra l’indifferenza del mondo

di Donato Maglio

Il libro, la cui prefazione è di Franco Perlasca, figlio del Giusto fra le Nazioni Giorgio Perlasca, narra la vicenda poco nota e avventurosa di Jan Karski, all’anagrafe Jan Kozielewski.

Nato in Polonia da famiglia praticante cattolica, Jan Karski è diretto testimone del genocidio degli ebrei, infiltrandosi prima all’interno del ghetto di Varsavia e poi nel campo di raccolta di Izbica Lubenska per gli ebrei destinati ai campi di sterminio. Raccoglie prove e testimonianze per portare all’attenzione anzitutto in Europa ma anche degli Alleati quanto stava accadendo agli ebrei, da non ebreo, di fronte all’indifferenza e al silenzio del mondo.

Dialoga con l’autore Gabriel Alemanni, dottore in Relazioni Internazionali.

Al pianoforte, intermezzi musicali di Christian Greco. Ingresso libero, prenotazione consigliata tramite email: info@museomemoriaeaccoglienza.com

Dal 23 settembre 2025 ha preso ufficialmente avvio a Nardò il Progetto MusaP 2024 del Servizio Civile Universale, inserito nel programma “Leonia 2024: le città sostenibili” promosso da Anci Puglia.

Le volontarie selezionate sono coinvolte in attività finalizzate alla valorizzazione del sistema museale in una prospettiva sostenibile, innovativa e inclusiva. L’obiettivo è tutelare e preservare il patrimonio culturale del museo, offrendo al tempo stesso una gamma diversificata di servizi di qualità che garantiscano un accesso universale a uno spazio pubblico sicuro, accogliente e accessibile a tutti.

Si tratta di un progetto che esalta il contributo dei giovani e testimonia la costante attenzione dell’Amministrazione verso la costruzione di una comunità più solidale e sensibile alle esigenze sociali e ambientali.


#ServizioCivileUniversale #MUSAP2024 #ComuneDiNardò

Da luogo simbolico di convivenza tra culture e religioni diverse, il Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno si fa contenitore culturale per un dibattito dalla forte valenza: un dialogo interreligioso per mettere a confronto il significato del concetto di “accoglienza”, declinato dalle tre grandi religioni monoteiste quali l’ebraismo, l’islam e il cristianesimo.

Un momento di confronto quanto mai necessario oggi, in un mondo dilaniato da guerre ed odio, per lanciare un messaggio di fede e speranza per una convivenza pacifica tra i popoli.

Sulla spinta di un comitato spontaneo di familiari di internati salentini, il 3 Dicembre 2024, presso il Museo della Memoria e dell’Accoglienza è stata istituita una sezione dedicata agli IMI – Internati Militari Italiani, a seguito della Delibera di Giunta comunale della Città di Nardò n. 529 di “Accettazione donazione reperti e documenti relativi alla storia degli ‘Internati Militari Italiani’.
Chi sono gli IMI?
Dopo l’8 settembre 1943, circa 700 mila militari italiani si rifiutarono di collaborare prima con le formazioni germaniche della Wehrmacht e delle SS, poi, dopo il risorto Stato fascista, con la Repubblica sociale italiana.
Considerati traditori, perché usciti dall’alleanza con i tedeschi, subirono il trattamento riservato agli appartenenti agli ultimi gradini della gerarchia razziale nazista, tra cui gli ebrei.
Hitler, poiché non poteva ammettere che vi fossero dei militari prigionieri di uno stato alleato dal 20 settembre 1943 ordinò di cambiare il loro status di Prigionieri di guerra in Internati Militari, condizione che avrebbe dovuto costituire un miglioramento della loro situazione, quasi fossero militari in attesa di adesione al nazifascismo, che per la stragrande maggioranza non arrivò mai.

Non a caso, il 20 Settembre è la data istituita dal Parlamento Italiano per ricordare e tramandare la storia di coloro che ebbero il coraggio di dire “No” al Nazifascismo.

Maggiori approfondimenti sulla pagina https://www.museomemoriaeaccoglienza.com/internati…/

Lunedì 21 Luglio ricorre il 20° anniversario dal conferimento, da parte dell’allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi, della Medaglia d’oro al Merito alla Città di Nardò per l’accoglienza prestata ai sopravvissuti al nazifascismo nel periodo 1943-1947.

  • A partire dalle 19:30 presso il Museo della Memoria e dell’Accoglienza si terrà un incontro con testimonianze e contributi video per ripercorrere quel giorno. Interverranno quanti a vario titolo ebbero un ruolo attivo, a partire dai soci fondatori dell’APME 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗠𝗲𝗻𝗻𝗼𝗻𝗻𝗮 e  𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗶𝘀𝗮𝗰𝗮𝗻e i giornalisti Giuseppe Tarantino  e 𝗕𝗶𝗮𝗴𝗶𝗼 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼.
  • Alle 20:30, proiezione del docufilm “𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶”per la regia di Francesca Muci.

La storia di 800 bambini, orfani scampati al terrore dei campi di sterminio, che dal 1945 al 1948 trovarono una nuova vita nel piccolo comune lombardo di Selvino. La proiezione e l’intervento della regista, saranno l’occasione per far conoscere esperienze simili a quella di Santa Maria al Bagno e aprire un confronto su queste due comunità accoglienti e su integrazione e solidarietà.  L’appuntamento è organizzato in collaborazione con la 𝗣𝗿𝗼 𝗹𝗼𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗹 𝗕𝗮𝗴𝗻𝗼, che interverrà con un contributo in musica e con l’intervento di Giulia Puglia 𝗔𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗿𝗱ò.

A cura di Gary Feingold

L’opera di Tarshito si inserisce perfettamente nel contesto di questo museo perché incarna, attraverso l’arte e il cammino spirituale, i temi fondamentali della memoria, dell’incontro tra culture e della ricerca del sacro. Il museo nasce infatti da un evento storico di profonda umanità: l’accoglienza, da parte di una comunità cattolica, di rifugiati ebrei sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale. Da questa memoria viva emergono tre assi tematici che guidano la nostra programmazione:

  • la valorizzazione della cultura ebraica e del dialogo interreligioso;
  • la riflessione su migrazione, accoglienza e speranza;
  • e la riscoperta del patrimonio mediterraneo come crocevia di saperi e spiritualità.

Tarshito risponde a questi temi con una visione artistica che è al tempo stesso intima e universale. Attraverso tre archetipi – il Guerriero d’Amore, il Viandante Innamorato e il Pellegrino – l’artista ci conduce in un viaggio fatto di gesti simbolici, relazioni interculturali e devozione alla bellezza del mondo.

Come Guerriero d’Amore, combatte non con le armi ma con la tenerezza e l’atto creativo. Le sue opere, spesso impreziosite dall’oro, diventano messaggi di pace e strumenti di unione, rispecchiando il nostro impegno per il dialogo tra fedi e tradizioni.

Come Viandante Innamorato, Tarshito cammina per incontrare l’altro, per creare scambi autentici con artigiani e comunità in tutto il mondo. Questo spirito di apertura e reciprocità richiama le esperienze, passate e presenti, legate alla migrazione come ricerca di senso e dignità.

Infine, come Pellegrino, egli compie un cammino interiore e sacro, in cui ogni opera è una preghiera, ogni luogo può diventare altare. Questa dimensione si intreccia con la memoria del Mediterraneo, inteso non solo come spazio geografico, ma come terreno di convivenza, pluralismo e trasmissione spirituale.

Una Nuova Umanità non è un sogno lontano, ma una pratica quotidiana: una trasformazione silenziosa che prende forma attraverso l’arte, la fiducia e l’ascolto profondo. Con i suoi lavori, Tarshito ci invita a camminare con consapevolezza, a custodire ciò che è essenziale e a lasciare, come lui, orme leggere e luminose nel mondo.

SABATO 5 APRILE 2025 – ore 18:30 | Museo della Memoria e dell’Accoglienza

Sabato 5 aprile saranno ospiti del Museo Ronald Leopold, Direttore della Casa di Anne Frank ed Emile Schrijver, Direttore del Quartiere Culturale Ebraico di Amsterdam. Interverranno per condividere l’esperienza in qualità di direttori di alcuni tra più interessanti musei e siti di storia in Europa nell’ambito di un incontro aperto al pubblico. Offriranno, inoltre, il proprio punto di vista sul Museo ospitante e, in generale, sulle prospettive dei musei storici. Prenderà parte all’incontro Fabrizio Lelli, Direttore del Museo Ebraico di Lecce. Ad animare il dibattito, tra gli altri, Gary Feingold, referente Relazioni Internazionali del Museo della Memoria e dell’Accoglienza.   

Nel corso del soggiorno a Santa Maria al Bagno, dal 4 al 6 aprile, Mr Leopold e Mr Schrijver visiteranno i siti rientranti nell’itinerario su i “luoghi dell’accoglienza” e della presenza ebraica nei centri storici di Nardò e Lecce. L’incontro è promosso dall’Amministrazione comunale nella persona dell’Assessore alla Cultura e ai Musei Giulia Puglia e da Fluxus Società Cooperativa, gestore del Museo.